PERCHÉ LA RESPIRAZIONE BILATERALE É PREFERIBILE A QUELLA MONOLATERALE

 

Durante le qualifiche ai Campionati Italiani dei 1500 fase Regionale del 2010 perdemmo una gara nell’ultimo 50 perchè l’atleta che seguivo in apparente controllo non si accorse che l’atleta alla sua dx in una corsia defilata era rientrato con uno sprint veemente. Il mio atleta respirava sempre a sinistra.

 

La maggior parte degli atleti che si allenano per la frazione di nuoto del Triathlon non provengono dal nuoto respirato solo da un lato.

La respirazione monolaterale se ben eseguita in una nuotata coordinata non presenta svantaggi per quanto riguarda le performance rispetto alla respirazione bilaterale. Nonostante ciò si possono individuare tre punti di svantaggio non trascurabili:

  1. Un’eccessiva ipertrofia dei muscoli del collo dal lato della rotazione e, in generale, un utilizzo della muscolatura meno bilanciata rispetto alla respirazione bilaterale;
  2. Strategicamente parlando, durante una gara la respirazione bilaterale consente un miglior controllo della situazione;
  3. La respirazione monolaterale spesso presenta degli errori strutturali e automatizzati che risultano più difficili da correggere rispetto all’apprendimento ex novo della respirazione sul cosiddetto “lato debole”.

Quest’ultimo punto è quello più importante e necessita delle puntualizzazioni.

Il crawl è uno stile nel quale devono essere coordinati tre diversi tempi di esecuzione: capo, arti superiori ed arti inferiori.

Durante l’apprendimento capita spesso che, per semplificare il compito, il cervello associ il tempo di due o addirittura tutti e tre gli elementi creando un errore primario dal quale spesso scaturiscono errori secondari e terziari.

Un esempio pratico è la situazione in cui il capo inizia la rotazione nel momento in cui il braccio è in spinta e la completa quando la mano torna in presa. L’errore primario si verifica nel momento in cui capo e braccio non rispettano i corretti tempi di esecuzione e l’errore secondario che ne scaturisce è che il braccio opposto effettua una pausa in fase di presa, la quale rende la nuotata asincopata. Da qui l’errore terziario: la gambata effettua una sforbiciata per compensare l’eccessivo tempo di rotazione del capo.

Non tutti gli errori descritti possono presentarsi ma sicuramente è più difficile rompere automatismi consolidati che imparare ex novo la respirazione dall’altro lato.

É soprattutto per questo motivo, congiuntamente alle motivazione sopra esposte, che deriva la mia propensione per la respirazione bilaterale.

2018-10-08T12:51:29+00:00