Nel linguaggio sportivo sentiamo spesso parlare di autostima nella misura in cui il fallimento è anche determinato dalla sua scarsa presenza. Dopo una tale affermazione l’autostima scende a livelli ancor più bassi se non nulli ma siamo sicuri di avere le idee ben chiare su cosa sia l’autostima e di non confonderla con altro?

L’autostima è un giudizio di valore personale e viene intaccata solo quando la nostra motivazione è direttamente connessa agli obbiettivi che ci siamo preposti ed un fallimento svilisce la nostra persona.

Se per esempio fallisco un test di logica nel quale non sono interessato non sarà la mia autostima ad essere intaccata, bensì la mia auto-efficacia.

É proprio questa auto-efficacia a cui ci si dovrebbe riferire in un buon 75% dei casi in cui si parla di autostima.

L’auto-efficacia è la fiducia che riponiamo nella risoluzione positiva di un compito assegnatoci.

Con il bagaglio tecnico affettivo a nostra disposizione l’autostima rappresenta un aspetto globale della personalità, si riferisce dunque al valore globale come persona. Tende inoltre a mantenersi stabile quando è sufficientemente forte, mentre può repentinamente oscillare verso poli estremi quando è troppo debole, rischiando il crollo improvviso e il gonfiamento ipertrofico a seconda delle circostanze.

L’auto-efficacia è invece legata alla percezione di essere capaci di eseguire le azioni necessarie per lo svolgimento di un determinato compito e gestirne le conseguenze. Si tratta di un costrutto riferito a specifici ambi di attività e non direttamente alla personalità in senso globale.

L’auto-efficacia è più propriamente una facoltà specifica e differenziata per varie abilità, contrariamente all’autostima che, in quanto facoltà globale, dovrebbe mantenersi sufficientemente stabile nonostante temporanee fluttuazioni tra difficoltà e successi della vita quotidiana.

L’auto-efficacia è migliorabile e va assolutamente allenata in maniera specifica attraverso:

  1. esperienze passate e presenti di successo;
  2. esperienze vicarie;
  3. persuasione verbale (self talk);
  4. cura di sé e aumento dell’autostima.

Si conclude che auto-efficacia ed autostima sono concetti differenti ma reciprocamente influenzabili. L’allenamento si riferisce normalmente all’auto-efficacia con particolare attenzione agli atleti intrinsecamente motivati ma che tendono a far coincidere i due concetti distorcendone gli effetti.

2018-12-01T08:16:47+00:00